Abbordaggio

Frasi del rimorchio

Frasi del rimorchio

Come già spiegato su questo blog, il rimorchio ideale avviene lasciandosi andare, senza pensare prima a cosa dire alla donna che ci ha colpito. Il pensiero difatti blocca l’azione, e così, spontaneità e immediatezza sono fondamentali. E anche una certa sfacciataggine travestita sempre da eleganza e gentilezza.

Volete un esempio recente?

Sabato 23 febbraio ero in palestra, alla Virgin Active Città Studi, quando ho visto allenarsi alla mia destra una ragazza con dei leggings neri che le evidenziavano un fondoschiena straordinario, pressoché perfetto. E l’esercizio che ripeteva non faceva altro che esaltarne le rotondità. Appena
ha smesso, l’ho affiancata e detto: “la tua sensualità è inquietante, mi ha turbato”. Lei ha sorriso e ci siamo stretti la mano. Lei è rimasta quasi ipnotizzata per alcuni secondi. E proprio questo deve essere l’effetto di un approccio originale, spontaneo, scapestrato, ardito. Bisogna colpire la propria interlocutrice.

La tecnica del “pensiero motorio” esposta da me nel “Manuale dell’abbordaggio di Dottor Lover” è la formulazione di un’esternazione immediata, ma sempre contestualizzata. Mi spiego: la battuta d’esordio, spesso, è legata al contesto, alla situazione in cui vi trovate o a quello che state facendo in quel momento. E c’è una spiegazione valida a questo atteggiamento da tenere. Se vi trovate in un centro commerciale, sarà più utile lasciarsi andare a una frase del genere da me pronunciata qualche anno fa: “quando ti ho vista, mi stavano cadendo le buste delle spesa per terra”, mimando magari il gesto di essere rimasto a bocca aperta. Non avrebbe senso in quest’occasione dire, infatti: “da che parte del paradiso arrivi?”. Non è il momento giusto per un esordio del genere, la reazione sarebbe di puro fastidio. Se foste fuori da un pub, in una giornata primaverile – estiva, avrebbe invece senso il gancio: “stai guardando la stella da cui sei caduta?” alla ragazza che vi passa davanti col volto rivolto all’insù.

Il pensiero motorio, dunque, va sempre contestualizzato, ricordatelo.

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Autore, Giornalista Freelance
Alessandro Luongo è nato a Taranto il 12 luglio 1962. Si laurea in Filosofia con orientamento psicologico alla Statale di Milano, dove inizia a tracciare la sua teoria del “pensiero motorio”. Lavora come giornalista per i principali gruppi editoriali nazionali (Rizzoli, Mondadori), scrive in particolare per il Corriere della Sera e vanta una breve esperienza come autore televisivo in due produzione Rai2, di cui una realizzata in Arizona, nel 2006. E’ felicemente single, con due nipotini di tre anni.
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